Pensi alla musica canadese e subito ti vengono in mente Céline Dion, Alanis Morissette… e Avril Lavigne. Qualcuno può aggiungerci magari Bryan Adams, Shania Twain, Neil Young, perfino gli Arcade Fire, i Nickelback e Nelly Furtado. L’ingombrante vicinanza con gli Stati Uniti e l’uso dell’inglese hanno fatto in modo che al di là dell’oceano la provenienza diventi qualcosa di indistinto, per cui ci è semplice pensare che l’ennesimo gruppo/artista di successo provenga dagli States. Del resto, esiste una band dal suono più “americano” dei Nickelback?
La vivacità del mercato canadese deve molto a una legge del 1971, nata proprio per evitare che i palinsesti musicali venissero “cannibalizzati” dagli artisti USA:
30% della musica passata sulle radio AM deve essere made in Canada; nello stesso anno arrivano i Juno Awards, per premiare gli artisti di casa più promettenti. Il provvedimento fece la fortuna di moltissimi gruppi negli anni ’70, e aiutò senza dubbio i giovani Neil Young e Bryan Adams. Ma è negli anni ’90 che la musica canadese arriva in massa all’estero: prima con i Barenaked Ladies, poi con Shania Twain, Loreena McKennitt, e ovviamente Alanis Morissette e Céline Dion (che però deve quasi tutto a Titanic), portabandiera delle artiste canadesi alla conquista delle classifiche mondiali.
Negli ultimi anni questa tendenza è continuata con gruppi molto amati dai teenager come Sum 41 e Simple Plan. Avril Lavigne è il maggior successo canadese degli ultimi tempi, capace di sfornare ben 3 dischi quando per molti era un fuoco di paglia, e per una volta le sue origini (forse per il nome francese) sono sempre state note, al punto da rappresentare il Canada alla cerimonia di chiusura dei giochi olimpici invernali di Torino. Fuori dall’ambito strettamente musicale, il Cirque du Soleil rappresentano l’altro grande orgoglio dell’entertainment mondiale made in Canada: il fondatore Guy Laliberté fu a lungo un musicista folk girovago, e negli show la musica ha un ruolo determinante ed è realizzata dai migliori compositori, spesso canadesi.
Accanto al mainstream, la musica canadese ha sempre avuto una vivace scena alternativa, dal metal dei Voivod a gruppi recenti come gli Arcade Fire, i Godspeed You! Black Emperor, come anche i Barenaked Ladies, tornati in auge dopo che la serie USA Big Bang Theory ha usato una loro canzone nella propria sigla. Pochi lo sanno, ma anche la celeberrima Born to be wild è opera di un gruppo canadese, gli Steppenwolf, mentre i Rush negli anni ’70 diventarono uno dei gruppi più famosi all’estero. Ed è canadese anche James LaBrie, il cantante della band prog-metal americana Dream Theater.
E poi c’è la musica che non esce dai confini nazionali, dal country al folk alla tradizione degli chansonniers nelle regioni di lingua francese, mentre la musica hip-hop sta solo adesso sviluppandosi tra molte difficoltà. Il Canada francese ha un patrimonio di centinaia di canzoni tradizionali, accompagnate secondo tradizione da un fiddler, un violinista, o dall’harmonium di origine tedesca. Sopravvivono anche le tradizioni dei primi abitanti, dagli Inuit ai nativi americani, ma hanno un ruolo marginale e solo alla fine degli anni ’80 il duo Kashtin riuscì a ottenere una certa popolarità con un disco omonimo che andò multiplatino.
Dal jazz alla musica celtica e caraibica alle canzoni marinaresche, insomma, il Canada musicale è un Paese curioso e aperto alle novità che arrivano da tutto il mondo grazie ai moti migratori di ieri e di oggi, rielaborandoli a modo suo. Al punto di riuscire, casualmente o volontariamente, a spacciarsi per un altro Paese e guadagnare una fortuna sull’”equivoco”.
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Mi pareva che anche in Francia ci fosse una legge del genere, con diversa fortuna: la musica è scritta quasi esclusivamente per il mercato interno e raramente esce dai confini nazionali. Il Canada ha dalla sua la carta bilinguistica, per cui la musica anglofona esce senza problemi e quella francofona si fa apprezzare senza lasciare quella fastidiosa impressione di “questa roba è francese”.
Esatto
ma credo che la legge valga per i prodotti in tutte le lingue, basta sia made in Canada.