Sono serviti i “mostruosi” Lordi, vincitori nel 2006, a riportare (soprattutto in Italia) l’attenzione sull’Eurofestival, o Eurovision Song Contest nel suo nome internazionale; lo streaming Internet ha dato quest’anno la possibilità di vedere (su Repubblica.it e YouTube) la trasmissione in diretta da Mosca, dopo 12 anni di oscurazione. Ne valeva la pena? Sì e no: le canzoni sono spesso insipide, abiti e balletti imbarazzanti, ma se lo si prende come un “Giochi senza frontiere” musicale diventa tutto più godibile. Però il vincitore di quest’anno ha classe, e le classifiche iTunes europee aggregate dai ragazzi di CultureMX lo dimostrano: Fairytale, a quasi due settimane dalla fine del contest, è ancora prima in Finlandia, Grecia, Lussemburgo, Svezia, ma alla fine del programma era prima nella maggior parte delle classifiche europee, e a quanto pare è la canzone vincitrice più venduta degli ultimi dieci anni di manifestazione.
Il ragazzo in questione è Alexander Rybak: nato nel 1986 in Bielorussia, sembra arrivato dal nulla (il myspace ufficiale risale soltanto a settembre 2008), ma all’età di 5 anni suonava già piano e violino. Come spesso accade, arriva da un talent-show a cui partecipò appena ventenne; ma oltre al bel faccino ha il vantaggio di scriversi da solo le canzoni, e ha approfittato dell’Eurovision per sfornare il disco di debutto, Fairytales, in uscita oggi.
Alex l’ha definito un disco pop-folk, “un misto tra l’ottimismo norvegese e la malinconia russa”, e ha correttamente messo su myspace tutte le 9 tracce che lo compongono, compreso il nuovo singolo Funny little world.
In studio le canzoni perdono un po’ del loro fascino (vedere un cantante con un violino fa sempre un certo effetto) e tendono forse più alla malinconia, con testi strappalacrime, tappeti di pianoforte e languide melodie al violino, però sono fresche nella loro semplicità e dimostrano una maturità notevole; il target sarà forse quello delle teenager, ma a un livello decisamente più alto del facile pop-rock che arriva da oltreoceano. Avrà fortuna? Le recensioni professionali sono state lapidarie, esaltandolo o distruggendolo. Alla fine a decidere sarà come sempre il pubblico; strano però che non esista ancora un videoclip dei singoli, nonostante Alexander fosse tra i grandi favoriti all’Eurovision 2009. Un video ben riuscito potrebbe essere la scusa per arrivare anche da noi…
La musica norvegese ha già un alto tasso di esportazione, grazie ad autori classici come Edvard Grieg e più recentemente per Lene Marlin, appena tornata con il disco Twist in the truth, gli a-ha, i Kings of convenience e i Röyksopp, per non parlare della sterminata pletora di band black metal conosciuti in tutto il mondo, dai Mayhem a Burzum ai Dimmu Borgir e gli Arcturus. Vedremo se Alexander Rybak si unirà al gruppo o sarà solo una fortunata one-hit-wonder.
Alexander Rybak – Fairytale
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